
Guida all’installazione degli ascensori antincendio
(e degli ascensori di soccorso)
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5. Alimentazione degli ascensori antincendio
La linea di alimentazione di un ascensore antincendio deve essere distinta da quella di ogni altro ascensore presente nell'edificio e deve consistere di un'alimentazione primaria (ordinaria) e di un'alimentazione secondaria (di sicurezza). Sia la linea dell'alimentazione elettrica primaria che quella secondaria devono essere protette dall'incendio (condutture resistenti al fuoco) e separate tra loro e dalle altre alimentazioni elettriche (figura 7). Il livello di protezione antincendio deve essere almeno uguale a quella richiesta per il vano di corsa e comunque non inferiore a REI 60. La potenza dell'alimentazione elettrica secondaria (la cui sorgente deve essere posta in un'area protetta dall'incendio) deve essere calcolata in base alla portata nominale dell'ascensore ed in base al poter raggiungere il piano più lontano dal livello di accesso dei Vigili del Fuoco entro 60 s dal momento di chiusura delle porte. Entrambe le linee devono essere ovviamente dotate di protezioni. La linea primaria deve essere protetta da sovraccarichi e da cortocircuiti, mentre quella secondaria trattandosi di alimentazione di sicurezza, deve essere protetta solo dai cortocircuiti per fare in modo che l'ascensore antincendio continui a funzionare anche in condizioni di forte sovraccarico: se però l'ambiente nel quale è installato l'ascensore antincendio è un luogo a maggior rischio in caso di incendio (come spesso avviene per alberghi, ospedali, teatri, etc.), allora anche l'alimentazione di sicurezza va protetta contro il sovraccarico come previsto dalla norma CEI 64-8/751. L'interruttore differenziale, sicuramente presente sull'alimentazione ordinaria, deve essere installato anche sull'alimentazione secondaria con l'avvertenza di non utilizzare differenziali ad alta sensibilità che potrebbero provocare aperture inopportune della linea di alimentazione di sicurezza.

Fig. 7 – Alimentazione doppia per gli ascensori antincendio (UNI EN 81-72)
Il DM 15/09/05 afferma che, in caso di incendio il passaggio da alimentazione ordinaria ad alimentazione di sicurezza deve essere automatico. Questa prescrizione, presa alla lettera, implicherebbe come conseguenza che in occasione di un incendio, l'alimentazione dell'ascensore antincendio arrivi sempre dal gruppo elettrogeno, anche se l'alimentazione di rete ordinaria è ancora disponibile. Sembra molto più sensato invece intendere questo articolo del decreto con una piccola aggiunta, ovvero “in caso di incendio il passaggio da alimentazione ordinaria ad alimentazione di sicurezza deve essere automatico, in caso di mancanza dell'alimentazione ordinaria ”. Questa interpretazione, meno manichea, ma più tecnicamente plausibile concorda anche con la richiesta di installare condutture resistenti al fuoco per l'alimentazione ordinaria: infatti se l'alimentazione ordinaria venisse sganciata immediatamente nel momento dell'incendio, non avrebbe senso richiedere per essa una protezione contro l'incendio. Una problematica ulteriore riguarda la gestione del comando di emergenza dell'ascensore antincendio che non può essere quello generale del resto dell'impianto. Se così fosse, l'ascensore antincendio smetterebbe di funzionare non appena attivato il comando. La soluzione è quella di utilizzare due comandi di emergenza separati, uno per la parte di impianto che durante l'incendio non è essenziale e l'altro (uno unico per la linea ordinaria e per quella di sicurezza oppure uno per ciascuna delle due linee) per l'ascensore antincendio che deve continuare a funzionare anche durante l'incendio (figura 8).
Fig. 8 – Esempio di collocazione dei comandi di emergenza in impianti con ascensore antincendio
6. Illuminazione di sicurezza degli ascensori antincendio
Il tetto della cabina dell'ascensore antincendio (ed i locali del macchinario e delle pulegge di rinvio, se esistono) deve essere dotato di una illuminazione di emergenza, con intensità luminosa di almeno 5 lux, ad 1 m di altezza sul piano di calpestio con una sorgente autonoma incorporata di autonomia pari ad almeno 1 ora e comunque non inferiore al tempo di resistenza richiesto per l'edificio (art. 7 dell'allegato del DM 15/09/05).
7. Sistema di comando dell'ascensore antincendio
Il controllo dell'ascensore antincendio da parte dei Vigili del Fuoco avviene attraverso lo spostamento in posizione 1 di un commutatore a chiave triangolare che attiva l'ascensore nella modalità di funzionamento antincendio. Tale commutatore deve essere posto al piano utilizzato come livello di accesso dei Vigili del Fuoco ad una altezza compresa fra gli 1,8 m e i 2,1 dal livello del pavimento e a meno di 2 m dall'ascensore antincendio (figura 9).
Fig. 9 – Posizionamento del commutatore a chiave triangolare per l'attivazione della modalità antincendio al piano di accesso dei Vigili del Fuoco
Per identificare in maniera non equivoca la funzione di questo commutatore, a lato di esso deve essere posizionato il pittogramma dell'ascensore antincendio (figura 10). Lo stesso pittogramma deve essere posizionato in corrispondenza delle bottoniere di piano dell'ascensore antincendio (figura 9) ed anche sulla bottoniera di cabina ad indicare il pulsante di cabina per il livello di accesso dei Vigili del Fuoco (es, se il livello di accesso è il secondo piano, un pittogramma deve essere posizionato a lato del numero 2).L'attivazione della modalità antincendio fa entrare l'ascensore in una condizione di funzionamento particolare, suddivisa in due fasi, che viene descritta nel capitolo successivo. I comandi di cabina e di piano, i pannelli indicatori di cabina e di piano e il commutatore dell'ascensore antincendio devono avere grado di protezione almeno pari a IPX3.

Figura 10 – Pittogramma che identifica l'ascensore antincendio. Un quadrato di 10 cm per lato quando posizionato al piano e di 2 cm per lato quando posizionato nella bottoniera di cabina
Continua....
