

Il nuovo contatore ENEL
Aspetti pratici, tecnologici, polemici e tecnici
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3. Aspetti polemici
L'aspetto polemico riguarda invece i problemi rilevati dagli utenti con il nuovo sistema elettronico di distacco dell'energia. E' sufficiente leggere un qualsiasi giornale negli ultimi mesi, per imbattersi in qualche utente inferocito con l'Enel, a causa della sostituzione del contatore. Pressoché tutti lamentano un peggioramento qualitativo nel servizio ricevuto, in quanto non riescono più ad utilizzare contemporaneamente gli stessi carichi, come accadeva con il vecchio contatore analogico. Partendo da questo fatto ritengono di essere stati truffati. In realtà, il nuovo dispositivo di distacco di energia, lascia come prima la tolleranza del 10% (con un contratto da 3kW, il distacco avviene a 3,3 kW), ma ora opera con un sistema elettronico istantaneo, mentre prima la costante di tempo termica del relè lasciava un margine maggiore. Quindi nulla è imputabile all'Enel, anche se l'idea che questo apparato sia stato messo in piedi anche per spingere gli utenti verso il contratto successivo (4,5 kW o magari 6 kW con la possibilità della tariffa bioraria), non abbandona molti italiani.
La lettera che qui pubblichiamo, spedita da un utente di Firenze, a dir poco indispettito, nell'aprile del 2002 ad una associazione di consumatori, inquadra piuttosto bene i termini della questione.

Fig. 3.1 - Il design del nuovo contatore
"Spett.le associazione,
con la presente sono a illustrarVi quanto mi è successo e quanto accadrà tra non molto a decine di milioni di famiglie e utenti italiani.
Il giorno venerdi 29 marzo u.s., verso le ore 15,00, dopo aver preannunciato il loro arrivo, si sono presentati due tecnici dell'ENEL Spa, muniti di regolare autorizzazione dell'azienda, che hanno provveduto alla sostituzione del vecchio contatore da sempre provvisto di limitatore di consumo contrattualmente stabilito in 3 KW.
Premetto che con tale contatore (ripeto regolarmente provvisto di limitatore tarato sui 3 KW) riuscivo a tenere contemporaneamente accesi: frigorifero, congelatore, forno, lavatrice, televisione e qualche lampada per illuminazione, peraltro a risparmio energetico.
La sera stessa del loro intervento non sono più stato in grado di tenere contemporaneamente in funzione che uno solo degli elettrodomestici sopra citati. Specificando meglio, dato che il frigorifero e il congelatore devono restare costantemente sotto tensione, accendendo il forno e un altro qualsiasi degli elettrodomestici la corrente viene interrotta.
In un primo momento pensando ad un errore di taratura del nuovo contatore elettronico ho chiamato l'ufficio guasti dell'Enel. Alla mia richiesta di intervento, mi è stato risposto che non dovevo rivolgermi a loro, ma all'ufficio commerciale per provvedere a stipulare un nuovo contratto di somministrazione di energia elettrica con un assorbimento massimo di 4,5 KW o addirittura di 6KW, sopportando i costi relativi al nuovo contratto e i maggiori costi bimestrali di fornitura.
Durante i giorni successivi, l'interruzione di corrente si è verificata numerose altre volte, tanto che mi sono trovato costretto a richiamare l'ufficio guasti. Questa volta alle mie prolungate e risentite rimostranze, hanno deciso di inviare una squadra di tecnici a verificare il funzionamento del nuovo contatore.
I gentilissimi e preparati tecnici che sono venuti a fare la verifica, dopo aver effettuato le rilevazioni e dopo aver concluso che il contatore era perfettamente funzionante mi hanno spiegato che: - quasi tutti gli utenti che hanno avuto il nuovo contatore hanno effettuato rimostranze sul limitatore per l'interruzione continua di corrente; - che i nuovi misuratori che saranno installati in tutte le famiglie di Italia, sono più precisi e hanno un sistema di rilevazione del superamento del consumo massimo consentito, molto più rapido e incisivo di quelli precedenti; - che in pratica il tutto è stato studiato per obbligare tutte le famiglie italiane a implementare il contratto di somministrazione di energia elettrica con il conseguente aumento del costo per le famiglie e il ragguardevole aumento degli utili dell'Enel; - che questi futuristi contatori provvisti di display che consentono il rilievo di numerose informazioni e consentono inoltre una lettura via radio dei consumi (con i conseguenti enormi risparmi sui costi del personale che non si deve quindi più recare casa per casa a effettuare le letture), hanno un costo di acquisizione per l'Enel di circa 4 Euro ciascuno, essendo comprati nei paesi asiatici a basso costo di produzione.
Alla fine della visita dei tecnici e dopo aver preso atto delle loro spiegazioni, ho formalmente richiesto che mi venisse ripristinato il vecchio contatore perchè non ritenevo corretta la modifica unilateralmente apportata alle modalità di erogazione e utilizzazione del servizio, peraltro irrinunciabile per la normale vita quotidiana. Mi è stato risposto che ciò non è assolutamente possibile e che comunque il fatto che precedentemente l'erogazione della corrente sia avvenuta con modalità diverse, non dimostrava che quella modalità fosse corretta e non dimostra che sia sbagliata, invece, quella imposta con il nuovo contatore.
Chiedo quindi a codesta spettabile associazione di tutela dei consumatori: - se tale modus operandi dell'Enel che ad oggi, nonostante quanto è stato previsto per il futuro, opera in assoluto monopolio, sia corretto e se non sia possibile pretendere il ripristino del vecchio contatore; - se alla luce dei risparmi che la stessa andrà a capitalizzare dall'utilizzo dei nuovi contatori, l'aumento di potenza ai 4,5 KW, che si rende obbligato per la normale sopravvivenza, non debba essere rilasciato gratuitamente o quasi agli utenti famiglie, alle quali il nuovo contatore viene surrettiziamente imposto.
In attesa di un Vostro cortese riscontro, e nella certezza di avere evidenziato un problema di portata nazionale, porgo distinti saluti."
La certezza di trovarci di fronte ad un problema reale lo si è avuto agli inizi di dicembre 2002, quando la l'affare è giunto in Parlamento. Nel corso del Question Time alla Camera, il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha dovuto rassicurare quanti temono gli effetti negativi, anche inflazionistici del cambiamento in atto, esprimendosi in questi termini "Il governo porrà attenzione a fare in modo che gli inconvenienti tecnici ed economici legati alla sostituzione da parte dell'Enel dei vecchi contatori con quelli di nuova generazione siano eliminati o ridotti", facendo notare che risposte più esaustive saranno fornite dal ministero competente, quello delle Attività Produttive. Questo succedeva nel dicembre 2002.
Su pressioni delle Associazioni dei consumatori successivamente (febbraio 2003) si sviluppa un'ltra puntata, sicuramente non l'ultima, dell'affaire "nuovo contatore". L'appassionante vicenda si arricchisce di un nuovo capitolo che, se da un punto di vista (quello degli utenti) sembra confortante, dall'altro (quello tecnico) ci lascia pieni di perplessità. L'Enel acconsente ad apportare cambiamenti tecnici sulla taratura dei contatori che verranno installati e ad apportare le necessarie modifiche ai 6 milioni e mezzo di contatori già installati.
Questo ci fa pensare che, nonostante tutte le smentite da parte dell'Ente su possibili errori di valutazione nella taratura e tolleranza dello scatto elettronico dei nuovi contatori, questi errori ci siano effettivamente stati. Se sono stati sufficienti poche settimane per prendere queste decisioni, le ipotesi sono due: o effettivamente c'erano problemi manifesti e non contestabili di sgancio prematuro dei contatti, o l'Enel ha preferito comunque accontentare le Associazioni dei consumatori per evitare una politica di scontro. Ad ogni modo con l'accordo raggiunto, anche con il consenso dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, che si basa sui quattro seguenti punti, l'Enel permetterà:
- Fermo restando il contratto da 3 kW, che consente un prelievo illimitato fino a 3,3 kW, si è deciso di prolungare da un'ora fino a tre ore il tempo di "tolleranza" durante il quale il cliente potrà disporre di una potenza fino a 4 kW.Questo per rendere possibile un uso contemporaneo di più elettrodomestici senza interruzione. Tale prolungamento della "tolleranza" sarà attivato da subito per i contatori in corso di sostituzione, per quelli già installati occorreranno circa quattro mesi per le necessarie modifiche.
- Di consentire anche a tecnici di fiducia delle Associazioni di partecipare, unitamente ai tecnici Enel, alla verifica del funzionamento del contatore, secondo i parametri sopra esposti, presso clienti che l'abbiano richiesta per iscritto a tali Associazioni;
- Di mettere a punto, anche in base alle proposte delle Associazioni, una nuova offerta di tariffa bioraria per i clienti con contratto da 3 kW, come già oggi avviene per quelli con contratto da 6 kW, dopo che l'Autorità per l'energia elettrica e il gas avrà stabilito la nuova tariffa per la fascia sociale e dopo che sarà entrato in funzione, entro la prossima estate, il sistema di telelettura dei consumi.
La nuova bioraria consentirà un costo ridotto per l'energia consumata nelle ore notturne, nei giorni festivi, ecc e, quindi, consentirà un uso più razionale dell'energia;
- Di sviluppare una adeguata campagna informativa sul contatore elettronico, sul suo uso e sui suoi vantaggi per il cliente, in collaborazione con le Associazioni dei consumatori.
4. Aspetti tecnici
In realtà il problema del distacco del contatore, può essere affrontato anche da un'ottica differente. Esistono sistemi di controllo dell'energia assorbita, che consentono, prima che intervenga il contatore, di disabilitare i carichi che si considerano meno prioritari, evitando così fastidiosi interventi di ripristino del contatore, ed evitando soprattutto il passaggio al contratto successivo, che costerebbe un incremento sulla bolletta di circa il 60%.
In commercio esistono diverse soluzioni che permettono di risparmiare in questo modo.
Si va dall'installazione di un relè di massimo consumo che segnala solamente l'approssimarsi della massima potenza impostata, e a questo punto è l'utente che manualmente deve distaccare uno o più carichi prima che lo faccia il contatore.
Si può poi passare ad una soluzione migliore che è quella in cui il relè interviene direttamente sul carico non prioritario, provocandone il distacco. I relè possono essere uno o più di uno.
Una soluzione ancora più raffinata consiste nella possibilità di distacco dei carichi progressivamente in modo prioritario: ad ogni elettrodomestico si assegna un livello di priorità, e nel momento in cui il sistema si accorge che si sta per superare la massima potenza consentita, i carichi vengono scollegati in maniera progressiva seguendo un ordine di non-importanza. Ad esempio si potrebbero assegnare i livelli inferiori al televisore e allo stereo, in modo che questi saranno i primi ad essere distaccati per limitare l'assorbimento di potenza istantanea. Tutto questo andrebbe ovviamente coordinato con le impostazioni di distacco del nuovo contatore.
Un affinamento ulteriore consiste nella possibilità di inibire alcuni tipi di carichi in certe fasce orarie, attraverso un programmatore a temporizzazione, che diminuisce così ancora di più la possibilità di un assorbimento contemporaneo di energia. Ad esempio lavastoviglie e lavabiancheria potrebbero essere abilitati solo dopo le 22 di sera e non contemporaneamente.
L'uso dei relè di priorità su uno o più livelli viene ovviamente condizionato dal tipo di impianto nel quale verranno installati. Se l'impianto è ancora da realizzare sarebbe opportuno allora prevedere già lo spazio nei quadretti per il relè, o installarlo direttamente, suddividendo l'impianto in linee prioritarie (ad esempio frigorifero, congelatore, impianto d'allarme, etc.) non sottoposte al distacco tramite il relè, e linee meno prioritarie il cui funzionamento è condizionato dal contatto del relè di massimo consumo.
Se l'impianto è già realizzato ed è di nuova concezione con tecnologia BUS, realizzare la disinserzione carichi con livelli di priorità diventa piuttosto semplice. Purtroppo sappiamo che la quasi totalità delle abitazioni non è ancora supportata da tale tecnologia; pragmaticamente sono stati allora concepiti e realizzati sistemi che consentono il distacco con priorità anche negli impianti tradizionali, senza intervenire con opere murarie, ma solo con interfacce da inserire nelle prese a spina; è questa la soluzione più semplice e più veloce per chi voglia attivare questo sistema a costi ragionevoli, senza così essere costretto a cambiare il contratto con l'Ente fornitore.
Fig. 4.1- Il relè di priorità comanda i carichi non scollegabili (frigorifero, congelatore, allarme, etc.)
Analizziamo per ultima una differente soluzione tecnica per aggirare il problema distacco, che è filosoficamente differente da quelle appena affrontate. Occorre installare subito a valle del contatore un interruttore magnetotermico con soglia d'intervento inferiore allo sgancio del contatore, così facendo dovrebbe intervenire sempre prima il nostro interruttore, che se dotato di un dispositivo per il riarmo automatico, terminato il sovraccarico che ha causato il distacco, automaticamente riarma l'interruttore, togliendoci la seccatura di fare magari diversi piani di scale.
Fine
febbraio 2003
