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Classificazione dei laboratori chimici di analisi
con presenza di sostanze infiammabili
(Variante V3 della guida CEI 31-35)
(3/3)
5. Conclusioni riguardo alla classificazione
I laboratori chimici nei quali vengono seguite le misure di sicurezza precedentemente elencate, riguardanti i locali, le attrezzature ed i comportamenti, non sono da considerare con pericolo di esplosione. In caso contrario è necessario applicare ad essi la procedura prevista dalla norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) allo scopo di valutare la presenza di zone pericolose (0,1 o 2).
Una volta escluso il rischio esplosione, va comunque valutato se il laboratorio possa o debba essere classificato come luogo a maggior rischio in caso di incendio.
Fig. 3 - Sostanze infiammabili in un laboratorio chimico
6. Disposizioni specifiche riguardanti l'impianto elettrico
- Comando di emergenza : occorre prevedere in ogni laboratorio un interruttore generale con un comando esterno in posizione segnalata e facilmente raggiungibile;
- Grado di protezione : il grado di protezione IP delle apparecchiature elettriche deve essere adeguato alle influenze esterne previste nel locale di installazione.
7. Disposizioni di sicurezza
La variante V3 della guida CEI 31-35 termina con un allegato nel quale sono elencati una serie di provvedimenti (17 in totale) che possono concorrere a prevenire l'innesco di una esplosione o ad attenuare le conseguenze di una eventuale esplosione. Sono quindi misure altamente consigliate (alcune anche obbligatorie legislativamente). Ne riportiamo alcune tra le più significative.
Disposizioni di carattere elettrico
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Non installare cavi elettrici in cunicoli destinati anche ad altri usi. Nei cunicoli (esclusivi quindi) dedicati ai cavi elettrici deve essere impedito, tramite protezione o apposita ubicazione, l'ingresso di sostanze estranee. Un'alternativa ai cunicoli può essere la collocazione dei cavi su canali o passerelle aeree;
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I cavi che alimentano apparecchi mobili e trasportabili devono essere protetti contro le sollecitazioni di carattere meccanico (schiacciamento e simili);
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Effettuare le verifiche periodiche degli impianti elettrici previste dal DPR 462/01, oltre ad effettuare regolare manutenzione sugli impianti allo scopo di mantenerne l'efficienza e la sicurezza.
Disposizioni di carattere logistico
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Prevedere l'ubicazione dei laboratori ai piani inferiori dell'edificio, allo scopo di facilitare le eventuali operazioni di spegnimento e soccorso;
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Prevedere delle uscite di sicurezza dal laboratorio in numero e disposizione tale da potersi sempre spostare in un luogo sicuro;
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Prevedere le pareti del laboratorio di classe di reazione al fuoco 0 o al massimo 1;
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Prevedere un pavimento autodrenante con pendenze verso un pozzetto che scarica all'esterno;
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Prevedere degli arredi (armadi, etc.) di tipo metallico;
Disposizioni di carattere antincendio
- Prevedere un impianto idrico antincendio esterno al laboratorio con idranti a cassetta con tubazione flessibile e lancia;
- Predisporre all'interno del laboratorio estintori portatili e/o carrellati (polvere chimica, CO 2 , schiuma, etc. in base al tipo di sostanze infiammabili presenti);
- Utilizzare, se possibile, motori ad aria compressa;
- Utilizzare materiali infrangibili per i contenitori di sostanze infiammabili, e serrarli con chiusure di sicurezza.
Disposizioni di carattere operativo
- Predisporre un piano di emergenza e prevedere almeno una prova di evacuazione ogni anno;
- Le bombole di gas infiammabile devono essere poste all'esterno del laboratorio ed al riparo dai raggi solari;
- Se è in corso una reazione chimica od una analisi su un macchinario, non lasciare queste operazioni senza controllo.
Fine
20 luglio 2006

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